e voi, che ne pensate?

Da uno degli incontri che ho avuto la fortuna di fare, è nata questa poesia.
Chissà quanti dei miei connazionali pensano come me, e quanti degli altri invece mi potranno capire?

Guarda cosa ho qui!

Guarda cosa ho qui!
               Uau! Cos’è? E’ straordinario!
E’ uno strumento da suonare, fa incantare.
L’ho pagato un po’ troppo…
                Ma va! Quanto sarà mai!
Beh, qualche spicciolo, un paio di euro, è tanto, sai!

Guarda cosa ho qui!
                Uau, che cos’altro?
E’ un oggetto raro, ma ora ce l’ho io, lo tengo caro.

Guarda cosa ho qui!
                Uau, un altro ancora?
Un oggetto prezioso, ne sono orgoglioso.
 
Guarda cosa ho qui!
                Uau, stupendi!
Piccoli visi, occhi e sorrisi.
                Uau, esserini sorridenti, incantevoli, innocenti.
                Guarda, riesci a vedere, sì?
                In loro, c’è tutto un mondo,
                di filastrocche e girotondo.
                Hanno nome, cognome e data di nascita,
                una storia, un sogno, una identità.
                Nessun codice fiscale, non sanno cos’è
                Ma è una cosa normale, dove lo Stato non c’è
                I diritti gli sono stati tolti, vivono in balia degli eventi,
                gli curano Benefattori colti, e non lo Stato né i parenti.
                Uno scatto dei loro volti, belli sereni e sorridenti:
                vale un banco di scuola per molti, e qualcosa da mettere sotto i denti.

Guarda cosa ho qui!
                Uau, una bontà, una carità,
                una speranza sollevata, una condizione migliorata,
                una vincita da esporre con orgoglio,
                come una medaglia al Campidoglio.

Se non vi vedo, non ci credo,
Piccoli volti, occhi e sorrisi,
I nostri, qui, li proteggiamo da occhi indiscreti,
con tanto di leggi e di decreti,
ma per i vostri, laggiù, non vi sono segreti,
tanto i pericoli non sono concreti.

Per i popoli Europei, i diritti sono sacri,
se li sono meritati, dopo tanti massacri.
Per noi del terzo mondo, forse arriveranno un giorno,
ci saranno riconosciuti, quando sarà il nostro turno.

Giusto o sbagliato, tutto dipende.
Ogni punto di vista sorprende.
Io, da popolo aiutato, li sono grato,
di ringraziare, sempre, mi hanno insegnato.
 

Guarda cosa ho qui!
Uau, una speranza collettiva, 
che tutti noi vogliamo mantenere viva,
Vorremmo tanto che quelli esserini, 
potessero crescere come i nostri bambini! 

 

Carole 
Agosto 2016

 

         

Autore: Carole

Malagasy di nascita, cittadina italiana per amore; si interessa in particolare del Madagascar, il proprio paese natale, e di tutto ciò che lo riguarda. Studia e lavora nel mondo delle comunicazioni digitali.